Verso un nuovo Consumerismo. Riflessioni dal IX Congresso Nazionale Adiconsum.
Si è celebrato a Roma il 21 e 22 aprile il IX Congresso Nazionale di Adiconsum.
Questo appuntamento ha segnato un punto di svolta non solo per la struttura associativa, ma per l’intera visione della tutela dei cittadini in Italia. La delegazione di Adiconsum Sardegna ha partecipato attivamente ai lavori, contribuendo a un dibattito che oggi non può più limitarsi alla semplice risoluzione dei contenziosi, ma deve ambire a una vera e propria rifondazione
del diritto di cittadinanza economica.
Oltre la protesta: il ruolo politico dell’Associazione
Il Congresso ha messo in luce una verità ineludibile: il consumatore moderno non è più un soggetto isolato che subisce un mercato “opaco”, ma è l’ultimo baluardo di resistenza contro derive algoritmiche e speculazioni sistemiche.
Dalle sessioni congressuali è emerso con forza che il ruolo di Adiconsum deve evolversi esercitando finalmente quello che può essere definito “diritto di voto col portafoglio”. I consumatori hanno infatti acquisito un potere enorme che va esercitato anche con la scelta consapevole di premiare quelle realtà produttive e industriali che tutelano i diritti del consumatore.
Questo potere può e deve accompagnare il costante presidio dell’Associazione nei tavoli decisionali. La Sardegna, con le sue croniche criticità legate ai trasporti e all’energia, ha portato al centro dell’assemblea il tema della coesione territoriale: la
tutela non può essere uniforme se i punti di partenza dei cittadini sono così profondamente diseguali.
L’Energia come variabile geopolitica
Il cuore pulsante del Congresso è stato l’analisi delle sfide energetiche strettamente correlate al contesto mediorientale. L’instabilità cronica di quest’area non è più “un fatto lontano”, ma la causa primaria di una volatilità dei prezzi che mette in ginocchio famiglie e imprese.
È emerso chiaramente come la dipendenza energetica e le tensioni internazionali vengano troppo spesso utilizzate come alibi per giustificare rincari speculativi. Per Adiconsum Sardegna, questo significa ribadire una necessità vitale: non può esserci tutela del consumatore senza una politica energetica nazionale ed europea che sappia svincolarsi dai ricatti geopolitici e che protegga le aree più vulnerabili, come la nostra Isola, dai contraccolpi di un mercato globale fuori controllo cominciando da misure semplici e attuabili come ad esempio lo svincolo dei prezzi energetici da quelli del gas.
Il primato del profitto contro l’interesse sociale
Un altro pilastro del dibattito congressuale è stata la denuncia di un orientamento aziendale sistematicamente rivolto al profitto a ogni costo, a discapito della centralità dell’interesse sociale.
Abbiamo assistito, negli ultimi anni, a una trasformazione pericolosa: le aziende di servizi essenziali, dall’energia alle comunicazioni, sembrano aver smarrito la loro funzione di “servizio alla collettività”. La massimizzazione dei dividendi per gli azionisti è diventata l’unica bussola, portando a pratiche commerciali aggressive, scarsa trasparenza e un progressivo abbandono degli standard di qualità.
Lo ha ribadito nel suo intervento il presidente di Adiconsum Sardegna Giorgio Vargiu: “L’uso degli algoritmi per le politiche di pricing hanno portato ad una vera e propria forma di sciacallaggio,” è stato il monito lanciato durante i lavori. “Quando i prezzi vengono applicati in base ai bisogni impellenti delle persone, non si può più parlare di Libero Mercato. La responsabilità sociale d’impresa non può essere un esercizio di marketing, ma deve tornare a essere un obbligo morale e operativo in ottemperanza, peraltro, all’art.501 bis del Codice Penale Italiano che punisce la speculazione in ogni sua forma.”
Verso un nuovo ruolo per Adiconsum
La partecipazione della Sardegna a questo Congresso ha rafforzato l’idea di un’associazione che deve agire come contropotere. Se le aziende dimenticano l’interesse sociale, spetta ai corpi intermedi come Adiconsum ripristinare l’equilibrio.
Torniamo nell’Isola con un mandato chiaro: monitorare con ancora più rigore l’operato dei grandi player energetici e dei fornitori di servizi, denunciando ogni tentativo di trasformare le crisi internazionali in opportunità di profitto ingiustificato. La nostra battaglia contro la speculazione continua, forti di una visione nazionale che ha finalmente messo a nudo le storture di un sistema che mette i bilanci davanti alle persone.