Sardegna, l’estate dell’inciviltà: analisi del fenomeno

Analisi del fenomeno e strategie per la prossima stagione.

Ecco cosa serve:

  • Campagne di comunicazione, informazione e sensibilizzazione

  • Controlli serrati ed efficienti

  • Sanzioni efficaci e deterrenti

  • Daspo turistico

 
 

Un fenomeno che non può più essere ignorato

Ogni estate la Sardegna deve fare i conti con un fenomeno sempre più evidente: la crescita di comportamenti incivili e irrispettosi delle regole, dell’ambiente, del patrimonio pubblico e privato e, soprattutto, degli altri cittadini e degli altri turisti. La maleducazione non è più costituita da episodi isolati, ma da un fenomeno dilagante e in forte crescita, che rischia di diventare una componente ordinaria della fruizione estiva del territorio se non viene contrastato con decisione.

È un fenomeno che riguarda sia una parte dei visitatori provenienti da fuori Sardegna, sia una parte dei residenti che, soprattutto nei fine settimana e durante le giornate estive, praticano una forma di turismo “mordi e fuggi”, spesso caratterizzata dal mancato rispetto delle più elementari regole di convivenza.

ADICONSUM ritiene quindi sbagliato contrapporre “turisti” e “sardi”. Il problema non è la provenienza di chi commette l’infrazione, ma il comportamento.

Turista o residente, chiunque utilizzi il territorio della Sardegna ha il diritto di viverlo, ma anche il dovere di rispettarlo.

 

Dall’inciviltà al degrado

In questo contesto si possono individuare, in termini volutamente semplificativi, due categorie di cittadini: le persone per bene, che una volta messe a conoscenza delle regole le rispettano perché il rispetto degli altri e del territorio fa parte della loro natura, e i cosiddetti “cafoni”, che tendono invece a non rispettarle anche quando ne sono pienamente consapevoli. Nei confronti di questi ultimi l’informazione e il richiamo al senso civico non sono sufficienti: occorrono controlli puntuali e sanzioni economiche e accessorie realmente efficaci. È la prepotenza della maleducazione: non può essere lasciata prevalere sulla libertà e sui diritti di chi rispetta le regole.

Chi non rispetta deliberatamente una regola non commette un sopruso soltanto nei confronti dell’autorità che l’ha emanata, ma anche nei confronti dell’intera comunità e dei singoli cittadini che subiscono le conseguenze della sua inciviltà. Ogni comportamento illecito trasferisce infatti sugli altri costi, disagi, rischi e limitazioni che il trasgressore decide arbitrariamente di imporre alla collettività.

L’aumento delle presenze turistiche non costituisce di per sé stesso un problema: il turismo è una risorsa fondamentale per la Sardegna.

Il problema nasce quando alla maggiore pressione sul territorio non corrispondono adeguati servizi, informazione, controlli, prevenzione, capacità di intervento e sanzioni realmente deterrenti.

Quando chi viola le regole percepisce che la probabilità di essere controllato è quasi del tutto assente e che le conseguenze della violazione sono di fatto inesistenti, il comportamento tende a ripetersi e può diventare un fenomeno collettivo così come di fatto è diventato.

La tolleranza verso i primi comportamenti incivili produce infatti un pericoloso effetto emulativo: ciò che non viene puntualmente sanzionato viene percepito come fattibile o addirittura consentito.

 

I comportamenti più diffusi

Il fenomeno interessa soprattutto spiagge, aree naturalistiche, centri abitati e strade. Le violazioni più frequenti possono essere riassunte in quattro ambiti principali:

  • Spiagge e arenili:
    • Fumo (sigarette tradizionali ed elettroniche) dove non consentito.
    • Abbandono di mozziconi, filtri, plastica, bottiglie, lattine, imballaggi e pannolini.
    • Asportazione di sabbia, conchiglie, ciottoli e altri materiali naturali, compreso il non pulirsi accuratamente dalla sabbia prima di lasciare l’arenile.
    • Mancato rispetto degli spazi comuni: ombrelloni o oggetti usati come “segnaposto” per riservare l’arenile, occupazione sproporzionata con teli/strutture e uso di tende dove vietate.
    • Conduzione di animali nelle spiagge e nelle aree in cui l’accesso non è consentito.
  • Tutela dell’ambiente naturale e marino:
    • Danneggiamento della vegetazione e delle dune; accesso ad aree interdette.
    • Campeggio, pernottamento abusivo, accensione di fuochi e barbecue dove vietati.
    • Pesca sportiva (a canna o subacquea) non consentita, in particolare nelle Aree Marine Protette (AMP), pesca subacquea notturna e con fonti luminose.
    • Ancoraggio o navigazione in zone vietate, disturbo della fauna marina e utilizzo irresponsabile di natanti e moto d’acqua.
  • Centri abitati, decoro urbano e viabilità:
    • Parcheggi selvaggi sugli arenili, lungo le strade, tali da bloccare accessi/transito o su stalli riservati alle persone con disabilità.
    • Utilizzo di mezzi motorizzati in aree vietate e guida pericolosa.
    • Mancata raccolta delle deiezioni dei cani nelle aree urbane.
    • Danneggiamento di arredi urbani e beni pubblici, imbrattamento di muri e monumenti, violazione delle proprietà private.
  • Convivenza civile e sicurezza:
    • Musica e schiamazzi ad alto volume, feste improvvisate e disturbo della quiete pubblica.
    • Comportamenti aggressivi nei confronti di altri cittadini, operatori e pubblici ufficiali.
    • Mancato rispetto delle regole di balneazione e condotte che mettono a rischio la serenità e l’incolumità altrui.

Si tratta di comportamenti che, oltre a rappresentare una violazione di normative e ordinanze locali, creando gravi problemi di igiene, sicurezza e decoro, compromettendo la corretta fruizione degli spazi comuni.

Non si tratta quindi soltanto di un problema ambientale. È un problema di sicurezza, rispetto delle persone, tutela del patrimonio, qualità della vita, igiene e civile convivenza.

 

Il turismo “mordi e fuggi”

Particolare attenzione deve essere dedicata al turismo giornaliero, sia proveniente dall’esterno sia praticato dai residenti in Sardegna.

Non è il turismo giornaliero in sé a rappresentare un problema. Il problema nasce quando una località viene utilizzata come un semplice luogo di consumo, senza alcuna consapevolezza delle conseguenze che i comportamenti individuali producono sulla comunità.

Migliaia di persone possono concentrarsi contemporaneamente in località che durante l’inverno contano poche migliaia di abitanti, sottoponendo a una pressione enorme la viabilità, i parcheggi, la raccolta dei rifiuti, i servizi igienici, le spiagge, le aree naturalistiche e i servizi di sicurezza e soccorso.

Quando a questa pressione si aggiunge il mancato rispetto delle regole, il fenomeno può trasformarsi in vero e proprio degrado.

 

Le cause del fenomeno:

ADICONSUM individua tre principali fattori che favoriscono l’inciviltà estiva:

  1. Informazione insufficiente

Molti utenti non conoscono adeguatamente divieti, ordinanze e sanzioni. Non è sufficiente collocare un piccolo cartello all’ingresso di una spiaggia.

L’informazione deve essere preventiva, capillare, multilingue, semplice e immediatamente comprensibile, a partire dal momento della prenotazione e dell’arrivo in Sardegna. Deve riguardare anche le regole relative alla presenza degli animali, ai luoghi nei quali il loro accesso è consentito.

  1. Controlli insufficienti

Non è possibile governare la pressione turistica estiva utilizzando esclusivamente le risorse ordinarie disponibili durante l’inverno.

La stagione turistica richiede un dispositivo straordinario di prevenzione e controllo, capace di concentrare uomini e mezzi nei luoghi e nei periodi di maggiore afflusso.

  1. Sanzioni poco deterrenti

Una sanzione produce un effetto deterrente soltanto quando il potenziale trasgressore ritiene probabile essere scoperto e considera significativa la conseguenza della violazione.

Il problema è ancora più evidente nei confronti dei soggetti economicamente più facoltosi. Per alcune persone, infatti, una sanzione amministrativa di importo limitato può essere percepita semplicemente come un costo da mettere in conto per poter continuare a comportarsi come si vuole fregandosene delle regole e dei diritti altrui.

In questi casi la sola sanzione economica perde gran parte della propria funzione deterrente.

Quando il cittadino è costretto a fare il lavoro delle istituzioni

Esiste un ulteriore aspetto del problema che non può essere ignorato.

Quando i controlli istituzionali sono insufficienti, il compito di difendere il territorio e richiamare al rispetto delle regole rischia di ricadere sui singoli cittadini che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e il rispetto delle regole di civile convivenza.

Sono numerose le persone che, per senso civico e per amore del proprio territorio, cercano di intervenire direttamente, chiedendo il rispetto delle regole comportamentali di buon senso e il rispetto delle normative e delle ordinanze dei sindaci e delle autorità marittime.

Si tratta di comportamenti animati da senso civico che, in assenza di un adeguato presidio istituzionale, possono però trasformarsi in una situazione di grave rischio.

Il cittadino che richiama un soggetto incivile può trovarsi a subire insulti, minacce, aggressioni verbali, intimidazioni, danneggiamenti e, sempre più spesso, anche aggressioni fisiche.

Questo è inaccettabile: I cittadini per bene non possono essere lasciati soli a combattere maleducati e cafoni.

La tutela del territorio, la prevenzione delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni devono essere assicurate dagli organismi pubblici competenti che hanno il compito di garantire il rispetto delle regole e il sereno godimento degli spazi pubblici.

Il cittadino deve poter segnalare una violazione senza essere costretto a trasformarsi in un “controllore” o, peggio ancora, ad esporsi al rischio di essere aggredito.

Per ADICONSUM questo principio deve diventare uno degli elementi centrali di qualsiasi strategia regionale.

La proposta di ADICONSUM: un Piano regionale per la civile convivenza estiva

ADICONSUM propone alla Regione Sardegna di istituire un Piano regionale per la civile convivenza e la fruizione responsabile del territorio durante la stagione turistica.

Il Piano dovrebbe essere attuato ogni anno nel periodo di maggiore afflusso turistico e fondarsi su cinque pilastri: informazione, sensibilizzazione e prevenzione; controllo coordinato; sanzioni efficaci e deterrenti; responsabilizzazione degli utenti; misure rafforzate nei confronti dei comportamenti gravi e dei recidivi.

 

Una diffusa e capillare campagna regionale di comunicazione, informazione e sensibilizzazione

ADICONSUM propone una campagna regionale permanente di comunicazione sociale, finanziata dalla Regione e realizzata in collaborazione con Comuni, enti locali, AMP, operatori turistici e associazioni dei consumatori.

La campagna dovrebbe essere ideata da professionisti della comunicazione sociale e comportamentale e non limitarsi alla tradizionale cartellonistica (peraltro non sempre presente e, comunque. inefficace).

Dovrebbe essere multilingue, semplice, visiva e immediatamente riconoscibile, presente negli aeroporti e nei porti, sulle navi e sugli aerei diretti in Sardegna, nelle strutture ricettive, nelle spiagge e nei parcheggi e diffusa attraverso televisione, radio, stampa e social network.

Dovrebbe inoltre spiegare chiaramente cosa è vietato, cosa è consentito, quali sono le sanzioni, quali sono le regole ambientali e della balneazione, come comportarsi nelle aree protette, dove è consentita o vietata la presenza degli animali e quali sono gli obblighi per i proprietari, come segnalare situazioni di pericolo o degrado.

Il messaggio potrebbe essere:

“Benvenuti in Sardegna, godetevela e rispettatela. Le regole valgono per tutti!”

Un “Codice di buona condotta del cittadino”

ADICONSUM propone inoltre un semplice Codice regionale della fruizione responsabile e sostenibile del territorio, destinato a residenti e turisti.

Poche regole chiare: non abbandonare rifiuti; non asportare sabbia, conchiglie e materiali naturali; non danneggiare dune e vegetazione; non campeggiare e non accendere fuochi dove vietato; rispettare le aree protette e le regole della balneazione; non introdurre o condurre animali nelle spiagge e nelle aree dove ne è vietata la presenza; raccogliere sempre le deiezioni degli animali e smaltirle correttamente; non mettere in pericolo gli altri; rispettare la quiete pubblica; parcheggiare correttamente; rispettare le proprietà private, le ordinanze, gli operatori e gli altri cittadini.

Più controlli e un coordinamento unico

ADICONSUM propone un Piano straordinario dei controlli estivi, con il coordinamento, nel rispetto delle rispettive competenze, di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Stradale, Guardia Costiera, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Polizie locali, compagnie barracellari e altri soggetti istituzionalmente competenti.

Il sistema dovrebbe individuare preventivamente le località a maggiore pressione turistica e concentrare in tali aree uomini, mezzi e controlli.

I Comuni in prima linea: non più soli ad affrontare l’emergenza estiva

I Comuni costieri e le loro Polizie Locali svolgono ogni anno uno sforzo straordinario, trovandosi a fronteggiare con organici e bilanci dimensionati sui residenti invernali l’impatto di una popolazione che d’estate si moltiplica fino a dieci volte.

I Sindaci non possono essere lasciati soli a gestire una pressione che travalica i confini municipali. Per sostenerli concretamente e valorizzare il loro operato, ADICONSUM propone alla Regione:

  • Sblocco e supporto per gli organici stagionali: Istituire procedure semplificate e contributi regionali dedicati per consentire ai Comuni di assumere agenti di Polizia Locale a tempo determinato e personale di vigilanza per l’intero arco della stagione estiva.
  • Fondo di compensazione per i servizi essenziali: Garantire risorse regionali integrative per sostenere i costi straordinari di igiene urbana, smaltimento rifiuti e viabilità nei periodi di picco, senza che questo pesi sui bilanci ordinari dei cittadini residenti.
  • Alleanza per la sicurezza integrata: Supportare i Comuni nella stipula di convenzioni operative con le Compagnie Barracellari e nel coordinamento tra le Forze di Polizia, alleggerendo la pressione sui corpi di Polizia Locale.

Il ruolo delle Aree Marine Protette

Un ruolo centrale nella tutela del patrimonio marino della Sardegna deve essere riconosciuto alle Aree Marine Protette (AMP), che rappresentano uno degli strumenti più importanti per la conservazione degli ecosistemi costieri e marini e che, proprio per questo, devono essere messe nelle condizioni di esercitare un’efficace attività di vigilanza.

Non è sufficiente stabilire divieti e regole di tutela se poi non vengono assicurati adeguati controlli sulla loro osservanza. ADICONSUM propone pertanto di rafforzare significativamente la capacità operativa delle AMP, prevedendo, nel rispetto delle competenze e delle garanzie stabilite dalla legge, specifici poteri di accertamento delle violazioni e di contestazione degli illeciti, nonché adeguati poteri sanzionatori o comunque la possibilità di attivare direttamente e tempestivamente i procedimenti sanzionatori previsti dalla normativa.

A tal fine è necessario prevedere una dotazione stabile e adeguata di personale, appositamente selezionato, formato e qualificato, dotato delle necessarie competenze in materia ambientale, marittima e di polizia amministrativa e formalmente incaricato delle funzioni e qualifiche necessarie allo svolgimento dell’attività di vigilanza e accertamento.

Il personale delle AMP dovrebbe inoltre essere dotato di adeguati mezzi nautici, terrestri, sistemi di comunicazione, strumenti di rilevazione e dispositivi tecnologici, così da poter effettuare controlli continui e soprattutto nei periodi di maggiore pressione turistica.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alla prevenzione e repressione della pesca illegale, della pesca subacquea nelle zone vietate, della pesca subacquea notturna con fonti luminose, dell’accesso e della navigazione nelle aree interdette, dell’ancoraggio non consentito e di ogni altra condotta suscettibile di danneggiare gli ecosistemi protetti.

L’obiettivo deve essere quello di trasformare le AMP da semplici aree sottoposte a vincoli in presidi effettivi e permanenti di tutela del mare, capaci di informare, prevenire, controllare, accertare e contribuire concretamente alla repressione delle violazioni.

La tutela ambientale, infatti, non può essere affidata esclusivamente alla presenza occasionale delle forze dell’ordine. Chi viola le regole deve sapere che all’interno di un’Area Marina Protetta il controllo è concreto, la violazione viene accertata e la sanzione è effettivamente applicata.

Il ruolo delle Compagnie barracellari

ADICONSUM propone di valorizzare ulteriormente le Compagnie barracellari attraverso formazione, dotazioni, convenzioni, coordinamento con gli altri soggetti di controllo, presenza nelle aree rurali e naturalistiche e attività di prevenzione, segnalazione e accertamento e contestazione delle violazioni relative al loro campo di azione.

Il loro radicamento nel territorio rappresenta una risorsa che dovrebbe essere maggiormente utilizzata durante la stagione estiva.

Il ruolo dei Guarda spiagge

ADICONSUM propone inoltre di valorizzare il ruolo degli operatori del salvamento a mare attraverso la creazione di un sistema regionale denominato Guarda spiagge.

Gli operatori, mantenendo integralmente le proprie funzioni di salvamento, potrebbero essere adeguatamente formati e, previa attribuzione normativa delle necessarie competenze (paragonabile a quanto accade con gli ausiliari al traffico), essere incaricati di pubblico servizio e svolgere anche funzioni di informazione, prevenzione, vigilanza, segnalazione, accertamento e contestazione delle violazioni in merito alle regole vigenti nel tratto di spiaggia interessato, supporto alle autorità competenti.

L’obiettivo non è trasformare i bagnini in forze di polizia, ma creare una presenza qualificata e capillare sulle spiagge, con poteri circoscritti, capace di prevenire comportamenti incivili e pericolosi, accertare e contestare le violazioni sul mancato rispetto delle regole di fruizione della spiaggia.

Un sistema sanzionatorio realmente efficace

ADICONSUM ritiene necessario rivedere il sistema sanzionatorio secondo il principio della proporzionalità e della reale deterrenza.

La risposta sanzionatoria deve tenere conto anche della diversa capacità economica dei trasgressori: una multa che può incidere significativamente sul bilancio di una persona può risultare irrilevante per chi dispone di elevate risorse economiche. Per questo, nei casi più gravi e nei confronti dei recidivi, le sanzioni accessorie e i divieti di accesso possono avere una funzione deterrente molto maggiore della sola sanzione pecuniaria.

Dovrebbero essere previste sanzioni più incisive, in particolare per le violazioni più gravi, ulteriormente aumentate in caso di recidiva e di comportamenti che mettono in pericolo altre persone.

È quindi necessario che si preveda un forte inasprimento delle sanzioni e che le istituzioni dispongano, soprattutto nei confronti dei comportamenti più gravi e dei recidivi, di strumenti ulteriori e realmente dissuasivi, compresi, nei casi e nei limiti consentiti dalla legge, provvedimenti di allontanamento e di divieto di accesso per un determinato periodo di tempo. Ad esempio, in Francia la sanzione per l’ancoraggio selvaggio su una prateria di posidonia arriva sino a 150mila euro (in Italia 51 euro), con aggiunta della sanzione accessoria del divieto di navigazione nelle acque francesi da 1 a 3 anni (in Italia non è previsto). Un vero e proprio DASPO marittimo.

Ma soprattutto occorre superare la convinzione che l’aumento della sola sanzione economica sia sufficiente.

Per i soggetti più facoltosi, infatti, anche sanzioni economicamente significative possono non rappresentare un deterrente adeguato.

Occorre pertanto introdurre o rafforzare, nei casi più gravi, misure che incidano direttamente sulla possibilità di continuare a fruire dei luoghi nei quali si è tenuto il comportamento illecito.

 

Il DASPO turistico

ADICONSUM ritiene necessario che la Regione e i Comuni si facciano carico di aprire un confronto con il Governo e il Parlamento sull’introduzione di uno specifico DASPO turistico, da applicare esclusivamente nei casi più gravi e/o nei confronti dei recidivi (paragonabile al Daspo urbano introdotto con il DL n° 14/2017 e convertito con la Legge n. 48/2017).

Non dovrebbe essere una misura ordinaria, ma uno strumento eccezionale destinato a chi dimostri, attraverso comportamenti gravi e/o reiterati, di non rispettare le regole fondamentali della civile convivenza.

Per i non residenti, ADICONSUM propone di valutare un divieto temporaneo di accesso alla Sardegna durante i mesi estivi, da 1 a 3 anni, nei casi più gravi e secondo criteri tassativamente stabiliti dalla legge.

Per i residenti potrebbe essere valutata una misura analoga consistente nel divieto temporaneo di accesso al territorio comunale nel quale è stata commessa la violazione, da 1 a 3 anni, limitatamente ai mesi estivi.

Tali misure richiederebbero necessariamente una specifica base normativa e dovrebbero essere sottoposte a rigorose garanzie procedurali, nel rispetto della Costituzione, del diritto europeo e della libertà di circolazione.

 

Più persone, più servizi e più controlli

ADICONSUM propone la creazione di un Fondo regionale straordinario per i Comuni ad alta pressione turistica.

Le risorse dovrebbero finanziare Polizia locale, vigilanza, pulizia, raccolta rifiuti, servizi igienici, salvamento, controllo delle spiagge, presidio delle aree naturalistiche, parcheggi, comunicazione e videosorveglianza.

Il principio deve essere semplice: Più presenze significa più servizi e più controlli.

Un sistema digitale regionale

ADICONSUM propone la realizzazione di una piattaforma digitale regionale attraverso la quale residenti e turisti possano conoscere divieti, ordinanze, sanzioni, regole ambientali e di balneazione, aree protette, parcheggi, servizi, numeri utili e regole relative alla presenza degli animali.

La piattaforma dovrebbe consentire anche di segnalare situazioni di degrado, pericolo o violazione, senza trasformare il cittadino in un soggetto deputato al controllo.

Un principio fondamentale: il cittadino deve poter segnalare senza rischiare

ADICONSUM ritiene che questo punto debba diventare centrale. Il cittadino che assiste a un comportamento illecito deve poterlo segnalare alle autorità competenti.

Non deve essere costretto a intervenire personalmente, a discutere con chi viola le regole o a esporsi a insulti, minacce o aggressioni.

La presenza dello Stato e delle istituzioni deve essere sufficientemente forte da impedire che la tutela del territorio venga affidata all’iniziativa e al coraggio dei singoli. La società civile deve collaborare con le istituzioni, non sostituirsi ad esse.

Turismo sostenibile e responsabile: la responsabilità è di tutti

ADICONSUM propone un Patto regionale per il turismo sostenibile e socialmente responsabile, coinvolgendo Regione, Comuni, forze dell’ordine, AMP, compagnie barracellari, operatori del salvamento, strutture ricettive, compagnie di navigazione, aeroporti, porti, operatori turistici, associazioni di categoria e associazioni dei consumatori.

Il messaggio deve essere rivolto indistintamente a tutti: Che tu sia turista o residente, le regole valgono per tutti.

 

In conclusione

La Sardegna non deve scegliere tra turismo e rispetto delle regole. Deve scegliere un turismo sostenibile, compatibile con il territorio, con l’ambiente e con la vita delle comunità locali.

Non è accettabile che il turismo venga utilizzato come giustificazione per tollerare degrado, sporcizia, vandalismo, rumore, comportamenti pericolosi, danneggiamento dell’ambiente, mancato rispetto di norme, regolamenti e ordinanze, presenza non autorizzata di animali sulle spiagge, aggressioni agli operatori e violazioni delle più elementari regole di convivenza.

Ma non è neppure corretto individuare nei soli turisti la causa del problema: la maleducazione non ha nazionalità, residenza o provenienza. Il turista incivile e il residente incivile sono due manifestazioni dello stesso fenomeno.

Per questo devono essere sottoposti allo stesso principio:

Chiunque utilizzi il territorio della Sardegna ha il diritto di viverlo ma anche il dovere di rispettarlo.

ADICONSUM Sardegna ritiene quindi necessario passare dalla semplice denuncia del fenomeno a una vera politica regionale della prevenzione, della responsabilità e del controllo. Una politica fondata su tre principi:

  • Più turismo, più servizi;
  • Più presenze, più controlli;
  • Più diritti, più doveri.

La Sardegna deve continuare ad essere una terra accogliente. Ma accoglienza non significa permissività, significa rispetto reciproco. Chi viola le regole, soprattutto quando lo fa in maniera consapevole, sfrontata e reiterata, deve sapere che l’accoglienza non può trasformarsi in impunità ed avere piena percezione che la punizione prevista dalle norme arriverà con assoluta certezza. Solo così si può governare e ridimensionare il fenomeno dell’Orda Cafona.

 

21/08/2026

                                                                                                                                                Giorgio VARGIU

                                                                                                                                               Presidente ADICONSUM Sardegna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *